Il Ministero del Turismo ha messo a disposizione 109 milioni di euro per alberghi, ristoranti, B&B, campeggi, stabilimenti balneari e molte altre strutture. Un contributo a fondo perduto fino al 54% delle spese (massimo 4,5 milioni) e un finanziamento agevolato sul restante 46%, con la possibilità di coprire l’intero investimento.
Cos’è il Bando Turismo 2026?
Il Bando Turismo 2026 è una misura nazionale istituita nell’ambito della Legge di Bilancio 2025. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che predisporrà la piattaforma telematica per la presentazione delle domande.
La misura punta su quattro obiettivi strategici:
- Destagionalizzazione — ridurre la concentrazione dei flussi nei mesi di punta
- Digitalizzazione — aggiornare tecnologie, sistemi prenotativi e infrastrutture digitali
- Sostenibilità ambientale — transizione ecologica con fotovoltaico, efficienza energetica, rinnovabili
- Criteri ESG — adozione di standard Environmental, Social, Governance per la governance d’impresa
Il bando finanzia investimenti strutturali e tecnologici che rendono le imprese turistiche più competitive, più verdi e meno dipendenti dalla stagione alta.
Chi può partecipare? Beneficiari e codici ATECO
Possono presentare domanda le imprese attive nel settore turistico, iscritte al Registro delle Imprese, in regola con gli obblighi fiscali e contributivi (DURC regolare) e non in stato di difficoltà, liquidazione o procedure concorsuali.
I principali settori ammessi con i relativi codici ATECO:
- Strutture ricettive: alberghi (55.10), B&B (55.20.41), case vacanza (55.20.42), ostelli (55.20.1), campeggi e villaggi (55.30.01/02), marina resort (55.30.04)
- Ristorazione: ristoranti con servizio al tavolo (56.11.11), asporto (56.11.12), catering per eventi (56.21)
- Turismo balneare e termale: stabilimenti balneari (93.29.2), centri termali (96.23.1)
- Tempo libero e MICE: parchi di divertimento e tematici (93.21), organizzatori di convegni e fiere (82.30)
Possono partecipare anche:
- Reti di impresa (max 5 soggetti, forma “Rete soggetto”, costituite da almeno 3 anni) — il progetto è presentato congiuntamente
- Proprietari di immobili ad uso turistico, purché con il consenso del gestore e con investimento coerente al progetto
| ❌ Non possono accedere le imprese in stato di difficoltà finanziaria, liquidazione, fallimento o sottoposte a procedure concorsuali. Sono escluse anche le imprese destinatarie di sanzioni ai sensi del D.Lgs. 231/2001. |
Quanto si ottiene? L’agevolazione nel dettaglio
Il Bando Turismo 2026 prevede un’agevolazione mista: una parte non va restituita (fondo perduto), una parte va rimborsata ma a condizioni molto vantaggiose (finanziamento agevolato).
| Componente | Percentuale | Massimale |
| Contributo a fondo perduto | 30% delle spese ammissibili | 4.500.000 € per progetto |
| Finanziamento agevolato | 70% delle spese ammissibili | Tasso al 20% del tasso UE |
| Investimento minimo | € 1.000.000 | |
| Investimento massimo | € 15.000.000 |
Combinando le due componenti è teoricamente possibile coprire fino al 100% dei costi del progetto. Il finanziamento agevolato si rimborsa con rate semestrali in 5 anni, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE (condizioni molto favorevoli rispetto al mercato).
Le PMI possono includere nei costi ammissibili anche le spese di consulenza (progettazione, diagnosi energetiche, consulenze ESG e digitalizzazione), nel limite del 4% delle spese ammissibili totali.
Cosa si può finanziare? Le spese ammissibili
Il bando copre cinque aree di intervento principali:
1. Efficienza energetica degli edifici
- Coibentazione di pareti, coperture e solai
- Sostituzione di serramenti e infissi ad alte prestazioni
- Pareti ventilate, tetti verdi, schermature solari
- Impianti di climatizzazione ad alta efficienza, caldaie a condensazione, pompe di calore
- Sistemi di regolazione intelligente della temperatura e monitoraggio consumi (building automation)
2. Sostenibilità ambientale e produzione da rinnovabili
- Impianti fotovoltaici con o senza sistemi di accumulo
- Impianti solari termici per acqua calda sanitaria
- Pompe di calore, sistemi geotermici e altre tecnologie rinnovabili
- Sistemi di stoccaggio energetico
- Impianti per il recupero e riuso delle acque piovane
3. Digitalizzazione di strutture e servizi
- Cablaggio strutturato e infrastrutture per banda ultra-larga
- Domotica e automazione degli edifici (controllo accessi, illuminazione intelligente, HVAC)
- Tecnologie di predisposizione all’intelligenza artificiale
- Software e piattaforme per prenotazioni, CRM turistico, gestione revenue, integrazione con OTA
4. Riqualificazione strutturale e miglioramento dell’offerta
- Piscine, parchi acquatici, impianti termali e wellness
- Centri congressuali, spazi per eventi e meeting
- Adeguamento per l’accessibilità delle persone con disabilità
- Ammodernamento degli spazi comuni (hall, reception, ristorazione) nell’ambito di un progetto più ampio
5. Soft assets (proprietà immateriali)
- Software e sviluppo applicativi funzionali alla digitalizzazione turistica
- Acquisto di brevetti, licenze e know-how collegati al progetto
- Spese di consulenza specialistica (solo PMI, limite 4%)
| ⚠️ Spese NON ammissibili: spese sostenute prima della presentazione della domanda, acquisto di terreni non strettamente funzionali, arredi mobili non strutturali, costi di gestione ordinaria (utenze, stipendi), IVA recuperabile. |
Come e quando fare domanda
Le domande si presentano esclusivamente in via telematica sulla piattaforma Invitalia. L’apertura dello sportello sarà il 15 luglio fino al 15 settembre.
Tempistiche operative:
- Apertura domande: avviso Invitalia atteso entro fine maggio/giugno 2026
- Procedura: valutazione a graduatoria (non sportello cronologico) — si valuta la qualità del progetto
- Realizzazione progetto: entro 18-24 mesi dalla concessione, e comunque non oltre il 30 settembre 2028
- Anticipazione: possibile fino al 30% del contributo a fondo perduto, previa garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa
Documentazione da preparare per la domanda:
- Progetto di investimento (business plan, quadro economico, cronoprogramma)
- Documentazione tecnica (relazioni, diagnosi energetiche, elaborati grafici)
- Dati economico-finanziari dell’impresa (bilanci, situazione patrimoniale)
- Eventuali certificazioni: rating di legalità, certificazione di parità di genere (aumentano il punteggio in graduatoria)
| 📌 IN SINTESI Plafond totale: 109 milioni di euro (59M fondo perduto + 50M finanziamento agevolato)Contributo a fondo perduto: 30% delle spese, massimo 4,5 milioni di euro per progettoInvestimento minimo: 1.000.000 euro — massimo: 15.000.000 euroChi può partecipare: imprese turistiche attive da almeno 3 anni con codice ATECO ammessoDomande via Invitalia: avviso atteso entro fine maggio/inizio giugno 2026Confcommercio Pisa supporta gli associati dalla verifica requisiti alla domanda |
Il Bando Turismo 2026 rappresenta una delle misure più significative per il settore, ma i tempi di preparazione sono stretti e la domanda richiede un progetto solido.
Se la tua impresa rientra tra i beneficiari e hai un progetto di investimento non perdere questa finestra.
Confcommercio Pisa è al tuo fianco: ti aiutiamo a verificare i requisiti, costruire il progetto nel modo corretto e presentare la domanda su Invitalia senza errori formali.
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Domande frequenti sul Bando Turismo 2026
Sì. Il codice ATECO 56.11.11 (ristorazione con servizio al tavolo) è esplicitamente incluso tra i beneficiari del Bando Turismo 2026. È necessario avere almeno 3 anni di attività, essere in regola con DURC e obblighi fiscali, e presentare un progetto di investimento di almeno 1 milione di euro.
Il contributo a fondo perduto è la quota che non va restituita: il 30% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4,5 milioni di euro per progetto. Il finanziamento agevolato copre invece il restante 70% delle spese, ma va rimborsato in rate semestrali nell’arco di 5 anni, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE — condizioni nettamente più vantaggiose rispetto al credito bancario ordinario.
In linea generale sì, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea (Regolamento UE n. 651/2014 – GBER). Prima di cumulare con crediti d’imposta regionali o altri contributi è opportuno verificare la compatibilità caso per caso. Contattaci per un’analisi della tua situazione specifica.
L’avviso con le modalità operative e le date precise è atteso entro fine maggio/inizio giugno 2026, entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale (20 aprile 2026). Ti consigliamo di monitorare il nostro sito o di contattarci per ricevere aggiornamenti immediati.
Sì. Sono ammesse le Reti di impresa costituite in forma di “Rete soggetto”, composte da un massimo di 5 imprese, iscritte al Registro delle Imprese da almeno 3 anni. Il progetto viene presentato congiuntamente e può riguardare le strutture di più imprese aderenti alla rete.
No. Il Bando Turismo 2026 fissa una soglia minima di investimento di 1.000.000 euro. Si tratta quindi di una misura pensata per investimenti strutturali di medio-grande dimensione. Per investimenti più piccoli esistono altri strumenti agevolativi: contattaci per una valutazione della tua situazione.