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Confcommercio Pisa

Alimenti senza glutine: gestire i rischi e proteggere la tua attività

Un recente caso di cronaca a Cecina (LI) ha riportato all’attenzione degli operatori della ristorazione un tema di grande rilievo: la somministrazione di alimenti senza glutine senza le dovute autorizzazioni può comportare gravi conseguenze, fino alla sospensione dell’attività.

Nel caso in questione, un ristorante è stato chiuso e sanzionato per aver offerto un menù “gluten free” senza aver presentato la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e senza notificare l’ASL competente.

La vicenda evidenzia come il rispetto delle normative non sia solo un obbligo burocratico, ma una misura essenziale per garantire la sicurezza dei consumatori celiaci e tutelare l’immagine dell’attività.

Ecco gli aspetti da evidenziare:

  1. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) specifica per alimenti senza glutine La somministrazione di alimenti “gluten free” richiede l’invio di una SCIA dedicata. È necessario comunicare all’ASL, tramite il SUAP competente, l’intenzione di produrre, somministrare o vendere alimenti senza glutine. Solo dopo questa registrazione, il locale è ufficialmente abilitato a operare nella ristorazione senza glutine, rispettando la normativa vigente in Toscana.
  1. Formazione del personale Tutto il personale coinvolto deve ricevere una formazione specifica sulla celiachia e sulle procedure per prevenire la contaminazione crociata. La formazione deve essere documentata e aggiornata periodicamente, assicurando così un livello costante di competenza e attenzione nella gestione degli alimenti.
  1. Autocontrollo HACCP Il manuale di autocontrollo deve contenere un capitolo dedicato alla gestione degli alimenti senza glutine. È necessario definire procedure chiare per l’approvvigionamento delle materie prime, lo stoccaggio separato, la preparazione e cottura dei cibi, nonché il servizio al cliente.

Il rispetto delle disposizioni è fondamentale: la violazione di tali obblighi comporta rischi significativi oltre a sanzioni amministrative, che possono arrivare da 2.500 a 15.000 euro, è prevista la sospensione dell’attività.

La legge regionale 62/2018 tutela così la salute dei consumatori celiaci e garantisce standard di sicurezza alimentare uniformi sul territorio.

Confcommercio e è a disposizione per supportare le imprese nella predisposizione delle pratiche autorizzative, nella formazione del personale e nell’aggiornamento dei manuali di autocontrollo.

Contattaci per ricevere assistenza e lavorare in sicurezza, a tutela dei clienti e della vostra attività.

  • Gianni Salvadori: 327 2959 252 / haccp@confcommerciopisa.it
  • Giada Mariottini: 349 5277 384 / g.mariottini@confcommerciopisa.it
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