Allontanare il commercio legale significa consegnare la città agli abusivi
In merito al recente dibattito sulla presenza delle bancarelle e sulla riqualificazione di Piazza Manin, Confcommercio Pisa interviene con fermezza per respingere una narrazione ingiusta e offensiva, che riduce il commercio su area pubblica a sinonimo di “degrado” o “intralcio” al patrimonio culturale.
“Portare a casa un ricordo fa da sempre parte dell’esperienza di viaggio – dichiara il responsabile sindacale Confcommercio Pisa Alessio Giovarruscio – chioschi e bancarelle non sono un’anomalia pisana, ma una realtà presente nei contesti monumentali più prestigiosi del pianeta. Dal Lungosenna a Parigi al Ponte di Rialto a Venezia, il commercio al dettaglio è parte integrante dell’esperienza turistica globale. Il vero decoro nasce dal rispetto reciproco tra tutela dei monumenti e valorizzazione del lavoro”.
“Oltre le polemiche ci sono imprese, sacrifici, tasse pagate e persone che svolgono il proprio mestiere con dedizione. Per questo troviamo inaccettabile il disprezzo velato o esplicito verso di loro – aggiunge il presidente Fiva Confcommercio Pisa Franco Palermo. “Cacciare il commercio legale dai percorsi monumentali significa consegnare quegli stessi spazi alla desolazione o all’abusivismo incontrollato. La situazione del passato, con una vera e propria ‘tendopoli’ in Piazza Manin, era quella sì inaccettabile, anche se allora non abbiamo visto nessuno stracciarsi le vesti”.
“Va dato atto all’Amministrazione comunale di aver messo un punto fermo a una vicenda travagliata che si trascinava da oltre un decennio” – conclude Giovarruscio. “Con il miraggio della cartolina, senza persone e senza servizi, piazze e monumenti diventano luoghi freddi e deserti, musei sterilizzati. Al contrario, le bancarelle storiche del Duomo rappresentano, oltre che un presidio di sicurezza, anche il ricordo positivo e tangibile con cui milioni di turisti salutano da sempre Pisa”.
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