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Confcommercio Pisa

Pisa – San Rossore: “Inaccettabile intimare la sospensione dell’attività alle aziende del Parco”

Confcommercio: “Pronti ad ogni azione per tutelare le imprese”

“Ci chiediamo con quale coraggio l’Ente Parco, che per definizione dovrebbe tutelare realtà economiche di cui beneficia l’intera Tenuta di San Rossore, intimi unilateralmente la sospensione dell’attività di queste aziende, in modo totalmente intempestivo e inopportuno nei tempi e nei modi. Non condividiamo assolutamente questo metodo e siamo pronti a tutelare con ogni mezzo le imprese che rappresentiamo”.

Esprime sconcerto e indignazione il direttore generale di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli. “Consideriamo inaccettabile, e non potrebbe essere diversamente, un simile trattamento che ha tutta l’aria di un ultimatum nei confronti di aziende che rappresentano da anni e anni un valore aggiunto per il Parco e per il nostro territorio. Stiamo parlando di aziende operanti nei settori dell’accoglienza turistica, ristorazione e servizi di fruizione ambientale, come visite guidate in carrozza, trenino, strutture ricettive e botteghe. Forse al sicuro degli uffici non ci si rende conto che questo tipo di imprese programma con mesi, se non addrittura con anni di anticipo, la propria attività, anche attraverso contratti e accordi stipulati con agenzie e gruppi turistici italiani e stranieri. Imporgli la conclusione del rapporto immediata, o comunque per alcune entro il 30 settembre, equivale non solo a un sicuro danno economico, ma anche ad una condanna in termini di responsabilità contrattuali e reputazionali a cui queste aziende sono esposte”.

“Un atto veramente incomprensibile, inaccettabile e immotivato” prosegue Pieragnoli “che rappresenta un vero oltraggio all’impegno, la correttezza e la dignità di imprenditori, famiglie e lavoratori che hanno contribuito con spirito pionieristico, alla valorizzazione turistica e ambientale della Tenuta di San Rossore. Siamo veramente preoccupati per la situazione di totale incertezza e precarietà a cui si costringono le imprese”.

“Apprendiamo inoltre delle affermazioni di un membro del consiglio direttivo del Parco che accosta queste attività a presunte “situazioni di illegalità”: una demonizzazione completamente gratuita e infondata che rende ulteriormente svilente questa situazione”.

“Chiediamo con forza un immediato intervento da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione Toscana, che in passato ha dimostrato sensibilità in situazioni analoghe, affinchè si provveda a posticipare ogni decisione alla fine della stagione 2025, garantendo alle aziende interessate un’autorizzazione, un incarico o una proroga nelle forme che si ritengono più opportune, in modo da assicurare la fondamentale continuità a queste attività. Ci riserviamo di intraprendere ogni azione necessaria, anche legale, a tutela delle imprese che rappresentiamo”.

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