Da gennaio a giugno occupazione media che sfiora l’80% nelle strutture pisane
I principali indicatori evidenziano una crescita significativa del turismo a Pisa nel primo semestre del 2026 rispetto all’anno precedente, oltre a registrare un trend complessivamente positivo delle prenotazioni per i mesi estivi e la prossima stagione autunnale. È quanto emerge dal Report sull’analisi sui flussi turistici relativi al periodo da gennaio a giugno 2026 di Confcommercio Pisa realizzato da HBenchmark Hospitality Data Intelligence. Un andamento che non si traduce automaticamente in benefici per i pubblici esercizi, dove al contrario si registra una diminuzione costante del numero di attività di bar e di ristorazione negli ultimi 10 anni, specialmente nelle aree più periferiche della città.
Il report prende in esame un campione di 20 strutture ricettive e di 911 camere sull’intero territorio comunale e ha come periodi di riferimento quello dal 1 gennaio al 23 giugno degli anni 2025 e 2026, oltre ai dati previsionali fino al 31 ottobre 2026.
“L’analisi dei dati è fondamentale per progettare la nostra attività” spiega il presidente di FederAlberghi Confcommercio Pisa Andrea Romanelli. “In un semestre condizionato dai conflitti e da uno scenario internazionale complesso Pisa registra un aumento delle presenze, una crescita non scontata in un contesto dove molte altre destinazioni al contrario hanno registrato flessioni. Purtroppo proprio a causa delle tensioni internazionali la grandissima maggioranza delle prenotazioni è tornata ad essere sotto data, ovvero il turista nella cosiddetta finestra “0-7”, pochi giorni prima della data di arrivo, e questo rende molto difficile ogni tipo di pianificazione e programmazione”.
“I numeri positivi arrivano dai mesi primaverili e dai previsionali per luglio e i mesi autunnali, con una pressione della domanda che ha registrato un aumento di 4,5 punti percentuali negli ultimi 15 giorni e picchi di prenotazione in occasione di grandi eventi musicali, convegnistici e sportiviIl tasso di occupazione medio dei primi sei mesi del 2026 ha superato il 78%, registrando una crescita di 2,6 punti percentuali rispetto al 75,5% del 2025. In crescita anche il ricavo medio per camera, salito a 90,2 euro a notte, con un incremento di 2,7 euro rispetto gli 87,5 euro del 2025”.
“L’incremento del tasso di occupazione risulta evidente in tutti i mesi” – prosegue Romanelli – “con risultati particolarmente positivi registrati ad aprile (87%) e maggio (91%). Rispetto al 2025 giugno è l’unico mese dove risulta una flessione, pur contenuta, di un punto percentuale (88% contro l’89% dell’anno scorso). L’analisi del tasso di occupazione per il periodo luglio-ottobre mostra un vantaggio nelle prenotazioni acquisite rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento di 1,3 punti percentuali. L’andamento positivo riguarda soprattutto il mese di luglio (58% contro il 53% del 2025), stabili agosto e settembre, rispettivamente con 36 % e 37% e in crescita ottobre (31% contro il 28% del 2025)”
“Possiamo contare su uno strumento veramente prezioso che attraverso un campione di strutture dislocate in diverse aree della città ci permette di ricavare numeri che testimoniano la crescita del turismo a Pisa” – afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli – “mettendo a disposizione di strutture e imprese dati importanti che consentono di predisporre una strategia economica e commerciale e di programmare i propri investimenti. Purtroppo la crescita in termini di presenze turistiche non sembra sufficiente a risollevare le sorti del comparto dei pubblici esercizi, ovvero bar e ristorazione, che al contrario vivono una fase di affanno testimoniata dai numeri che vedono un calo costante di questa tipologia di attività”.
Dal 2015 ad oggi Pisa ha perso 93 bar, 14 ristoranti e 5 gelaterie e pasticcerie, per la maggior parte nelle aree più periferiche della città, mentre tiene il centro storico grazie soprattutto all’apertura di attività di ristorazione con servizio. “Stiamo parlando di un settore che sta affrontando abitudini di consumo in rapido cambiamente, e a queste si aggiungono l’aumento dei costi di gestione come energia, materie prime, personale, affitti e servizi, che continua a comprimere i margini delle imprese”
“È un paradosso che deve far riflettere” l’analisi del direttore generale Pieragnoli – “Pisa registra numeri importanti sul fronte turistico, ma una parte significativa delle sue attività fatica a intercettare questi flussi. Serve uno sforzo ulteriore su misure che incentivino una maggiore permanenza dei visitatori, valorizzino i quartieri della città e favoriscano una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici. Allo stesso tempo non possiamo prescindere da interventi di sostegno alle imprese, oggi gravate da costi sempre più elevati e da un contesto economico complesso. In questo contesto l’Albo delle botteghe storiche adottato dal Comune rappresenta un segnale importante e un sosteghno concreto alle attività che hanno fatto e stanno facendo la storia del commercio cittadino”.
“Bar, ristoranti, caffè e pubblici esercizi rappresentano un elemento essenziale dell’offerta turistica pisana e contribuiscono ogni giorno all’accoglienza dei visitatori. Sostenere queste attività significa investire nella qualità dell’esperienza turistica e nella vitalità economica della città” conclude Pieragnoli.
- Referente pubblici esercizi:
- Elisabetta Pasquinucci
- e.pasquinucci@confcommerciopisa.it
- 392 8261277


